Il 10 dicembre 2025 si sono conclusi i lavori di restauro delle due sculture in legno raffiguranti gli “Arcangeli adoranti” che adornano l’altare maggiore della nostra chiesa.
In onore della riconsegna, il 20 e il 21 dicembre 2025 si sono tenuti due concerti per raccogliere fondi per le missioni di Manaus e per riportare al loro posto le due statue restaurate.
L’opera di restauro è stata affidata alla restauratrice Flavia Cabrio. Di seguito riportiamo la relazione finale.
STATO DELLE OPERE
Le sculture sono composte da più pezzi di legno di varie essenze: cirmolo, abete e pioppo.
A causa di questo molteplice assemblaggio, fin dall’origine fermato con chiodi passanti ribattuti, i singoli pezzi hanno avuto parecchi movimenti di assestamento specie nelle parti aggettanti che sono stati variamente ricomposte nel tempo con altrettanti chiodi e abbondanti stuccature.
Come per gli altri manufatti in chiesa, si sono riscontrate numerose ridipinture e imbiancature con più strati sovrapposti di stesure grigiastre e biancastre alternate a stucco grossolano da muro per occultare tracce d’incendio e piccole mancanze . Sotto a tali stesure, solo in pochi punti sono state riscontrate tracce di policromia originale la quale doveva essere stata concepita come un raffinato effetto marmoreo filettato nei bordi delle vesti e nelle stole in oro. Succesivamente, le opere hanno subito le altre varie manutenzioni e stuccature grossolane con cementite mista a sabbia. Nell’ultima, più recente, si è riscontrato una stesura di acetato di polivinile (vinavil, quindi anni ’60 del secolo scorso) che ha inglobato polvere e sporcizia depositata formando una crosta rigida dannosa con framenti di scaglie della stesura sottostante dando quell’effetto antiquariale “grisaille” che ottundeva il raffinato motivo ornamentale delle vesti. Originariamente gli arcangeli erano provvisti di ali, rimosse in passato, e utilizzate per aggiustare parti mancanti e il basamento. L’arcangelo con le mani giunte (il numero 1) è il più integro con una stesura policroma uniforme pur non originale. Per entrambi i manufatti, infatti, la scelta conservativa è stata di fermarsi alla stesura presente antica soprastante l’originale. I pochi frammenti rimasti della prima policromia autentica non giustificavano la sua messa in luce e la seconda stesura, come caratteristiche, si avvicinava cromaticamente. Il più problematico dal punto di vista strutturale, perchè cavo, è l’arcangelo numero 2 con le mani al petto. Deve aver dato molti problemi di connessione degli elementi lignei, specie sul volto, che sono stati risolti in passato con chiodature. Entrambi i volti sono composti con la parte frontale in legno tenero applicato perchè si presta meglio all’intaglio. A distanza ravvicinata si possono vedere i segni di congiuntura. Anche gran parte dei riccioli sono in pioppo o tiglio, come i fiocchi dei nastri della cintura. Non così invece per le stole, che sono state eseguite in origine con legni ritorti a caldo per formare un raffinato modellato aderente ai panneggi. Tutti gli svolazzi più aggettanti nel tempo hanno sofferto e ora i segni delle parecchie giunture si intravedono. La stola più sporgente dell’angelo numero 1, è stata accorciata sacrificando parte della croce greca in rilievo. Entrambi gli avambracci delle sculture sono composti di più pezzi applicati e giuntati tra loro con chiodi e hanno sofferto molto nei vari spostamenti delle opere.
OPERAZIONI DI RESTAURO
Le operazioni di restauro sono consistite dapprima nel consolidamento di tutte le varie stesure della policromia pericolante mediante siringature consolidanti di resina acrilica in concentrazione variante dal 20 al 40% a seconda delle necessità” (primal®). In seguito si è proceduto a una disinfestazione antixilofaga con permetrina. Le parti lignee fatiscenti e tarlate sono state impregnate con resina in acetone al 30% (Paraloid B72®) per ridare consistenza materica al legno e, dove necessario, i frammenti staccati sono stati ricongiunti mediante morsettattura con resina acrilica più concentrata. La pulitura dagli strati alteranti è stata eseguita in parte a solvente ma in prevalenza a bisturi. E’ stata lunga e laboriosa perchè alternata a continui consolidamenti che necessitavano di essere ripresi via via che si procedeva con una vera e propria messa in luce per fermarsi alla stesura più antica riscontrata, pur non originale, anche se in certi punti si presentava molto grossolana inglobando impurità, peli di pennello e sgocciolature di cera e di caseina raddensate. Le stuccature sabbiose in cementite sovrabbondanti sono state levigate dove possibile, tuttavia nei punti più delicati delle congiunture come negli avambracci, dove si erano creati dislivelli, non sono state rimosse perchè occultanti teste di chiodi. L’intento delle operazioni eseguite è stato quello di ottenere un effetto cromatico d’insieme uniforme che valorizzasse l’effetto plastico delle sculture e dei panneggi.
Nuove stuccature intonate cromaticamente sono state eseguite dove necessario, con gesso bologna fine e colla animale e nelle parti tuttora suscettibili di movimenti strutturali del legno si è usato uno stucco a cera più elastico e duttile. Le operazioni di restauro sono procedute con una prima verniciatura di base ed in seguito al ritocco pittorico, per uniformare e rendere l’effetto caldo e dorato del raffinato modellato degli arcangeli il più godibile possibile nella loro integrità. Si è suggerito pittoricamente dove necessario, perchè abraso, il delicato intaglio a merletto dell’orlo delle vesti. Si sono usati colori ad acquerello dati a puntino e a velaura e con l’attuale restauro si è valorizzato in tutta la sua preziosità. In origine doveva risultare per contrasto evidenziato a tampone con una patinatura pigmentata. Infine i manufatti sono stati protetti con vernice a Tableaux anti UV reversibile e satinata mediate nebulizzazione.
FOTO DEL PRIMO ARCANGELO PRIMA DEL RESTAURO


FOTO DEL PRIMO ARCANGELO DOPO IL RESTAURO


FOTO DEL SECONDO ARCANGELO PRIMA DEL RESTAURO


FOTO DEL SECONDO ARCANGELO DOPO IL RESTAURO


Rivelazione degli Arcangeli restaurati
Gli arcangeli sono stati rivelati per la prima volta dopo il restauro durante il concerto di Natale dei cori parrocchiali, tenutosi la sera di sabato 20 dicembre 2025. Durante un intermezzo, don Riccardo Zanchin ha invitato i direttori dei tre cori e, in via eccezionale, il sindaco di Spinea, Franco Bevilacqua, insieme alla moglie, a scoprire i teli che celavano gli arcangeli. Di seguito, le foto a testimonianza dell’evento.



