Il bene prezioso del Seminario

Published by:

26.11.2017 – Ho l’impressione che sia diffusa qua e là l’idea che un Seminario sia – per dirla tra il brutale e il burlesco – un “pretificio” nel quale, “catturato” qualche giovane o ragazzo piuttosto ingenuo, gli si pratica una sorta di espianto del cervello (psicologico, s’intende), lo si sostituisce con un cervello “pretesco” e lo si lancia sul mercato del religioso. Mi sono divertito qualche volta, incontrando i giovani entrati in Comunità vocazionale, cioè dopo la maturità, a chiedere loro quali reazioni aveva suscitato nei loro compagni di università o colleghi di lavoro la notizia del loro ingresso in Seminario. In qualche caso ho ascoltato vicende e commenti, diciamo così, pittoreschi. Molti, in effetti, non sono neppure sfiorati dall’idea che – secondo le parole di papa Francesco riprodotte nel poster della Giornata del Seminario 2017 – quell’ingresso in Seminario sia avvenuto per «aver ascoltato la voce di Dio che risuona nei cuori attraverso il soffio dello Spirito». Sarebbe interessante raccogliere dai nostri preti, di tutte le età, il racconto della loro vocazione.

Di solito sono storie avvolte da quella riservatezza che giustamente protegge i segreti più cari, le relazioni più intime: non tutto può essere raccontato e neppure capito nella sua verità e densità interiore. In ogni caso, credo che quei racconti ci farebbero scoprire quanto sia grande la fantasia dello Spirito, che inventa circostanze, provoca incontri, mette in atto sante “seduzioni”, suscita desideri e sentimenti prima sconosciuti, genera atti di coraggio di cui non ci si riteneva capaci.

Tanto per raccontare qualcosa della mia storia, mi chiedo ogni tanto come ho fatto, quasi sessant’anni fa, a lasciare la mia famiglia quando avevo 14 anni per entrare in un Seminario a 180 chilometri dalla mia città, ritornando a casa, per una breve vacanza, solo dopo due anni. Sono convinto che non si è trattato di una decisione né disumana (una deprecabile lacerazione familiare) né eroica; però oggi credo che la determinazione con cui ho compiuto quella liberissima scelta non era solo farina del mio sacco: Qualcuno mi parlava e mi “muoveva” dentro. E’ stata, la mia, una “povera” risposta; però ho sentito di poter rispondere, e a distanza di tanti anni sono contento d’aver detto di sì. Ma non ho risposto in totale solitudine, in una relazione con il Chiamante dove nessuno ha potuto “mettere il naso”.

E’ stata una riposta accompagnata (non pilotata) da parte di chi mi ha aiutato a capire se quella voce fosse frutto soltanto di suggestioni passeggere e “autoprodotte”, se la decisione di un ragazzo poteva maturare in una decisione da adulto, se quello che io intendevo con la mia risposta era ciò che intendeva Colui che mi chiamava, se quello che io desideravo coincideva con i desideri della Chiesa che riconosce e sancisce ogni chiamata al ministero… Ecco, allora, perché io benedico il dono del Seminario diocesano. Perché consente agli alunni che lo abitano di fare chiarezza su di sé e di comprendere meglio ciò che è davvero chiamata di Dio (magari giungendo a scelte diverse), di imparare a scegliere con libertà e responsabilità, di crescere dentro conoscendo in profondità Gesù e il suo Vangelo, di irrobustire il desiderio e l’impegno di farsi discepolo, servo, missionario, pastore, uomo del dono di sé, umile buon samaritano. Non è impegno da poco quello che svolge il Seminario: richiede energie fresche e dedizione sincera, persone capaci di stare accanto con discrezione e maturità, di accompagnare con rispetto e chiarezza di idee. C’è da ringraziare sinceramente chi vi lavora, con compiti diversi.

Ma il Seminario non è collocato in una terra irreale, “altra” rispetto a quella in cui si svolge la vita ordinaria dei cristiani della nostra Diocesi: è profondamente legato alle nostre parrocchie e ne raccoglie i frutti; è legato alle nostre famiglie, alle nostre associazioni, ai cristiani – soprattutto adulti – che “fanno” le nostre comunità, e pongono le condizioni perché «la voce di Dio che risuona nei cuori» non sia zittita, non sia sovrastata da altre voci, non sia resa “innocua” dalla convinzione che farsi prete sia una scelta stravagante e poco redditizia. Da sempre le “sane” vocazioni al presbiterato nascono perché si scorgono modelli avvincenti di preti, perché qualcuno si fa mediatore della voce di Dio, perché la preghiera di tutti invoca il dono di “operai per la messe”. Se il Seminario svolge un prezioso lavoro nel far sì che alla Chiesa non manchino preti, non meno importante è il compito delle singole comunità cristiane, alle quali è chiesto di essere terreno buono che rende possibile il fiorire di “sì” generosi e fiduciosi a Colui che non cessa di chiamare “pescatori di uomini”.

Il  Vescovo di Treviso, Gianfranco Agostino Gardin

 

 

 

AVVISI e NEWS dal 19 al 26 novembre 2017

Published by:

Domenica 19 novembre – trentatreesima del tempo ordinario

Alle ore 9.00 presso l’oratorio, incontro delle coppie che frequentano il percorso in preparazione al matrimonio cristiano. Il tema affrontato sarà: “Il matrimonio e la comunicazione”. A seguire la S. Messa alle ore 11.15 con la presentazione alla comunità.

 

 

Martedì 21 novembre – Madonna della Salute

– Oltre alla S. Messa delle 18.30 verrà celebrata una S. Messa anche al mattino alle ore 8.30 sempre in Chiesa.

– Alle ore 20.45 presso il nostro oratorio, riunione generale di tutte le catechiste/i dei vari gruppi di iniziazione cristiana della nostra comunità.

 

Mercoledì 22 novembre

– Alle ore 20.45 si riunisce il CPAE (Consiglio per gli affari economici) in canonica.

– Alle ore 20.45 prosegue la rassegna del Cineforum “La mente e il cuore” nel salone dell’oratorio. Il film proiettato sarà: “Un altro mondo”. Regia di Muccino. 103 minuti.

 

Giovedì 23 novembre

– Alle ore 20.45 si riunisce il Consiglio Direttivo del NOI presso il bar dell’oratorio.

– Alle ore 17.30 presso la Sala prelievi dell’Ospedale di Mirano il Corso AVO. Tema della serata sarà “La comunicazione nelle diverse culture”.

 

Venerdì 24 novembre 

Alle ore 20.45, presso la Chiesa, Veglia dei Cresimandi in preparazione al Sacramento della Confermazione. Invitati anche i genitori e i padrini/madrine.

Alle ore 20.45, presso l’oratorio, incontro dei fidanzati in preparazione al matrimonio cristiano. Il tema affrontato sarà la “Storia della fede personale”.

 

Sabato 25 novembre

– Alle ore 17.00, presso l’oratorio, incontro dei bambini di 2° elementare. Invitati anche i genitori. Non seguirà la S. Messa serale, parteciperemo assieme alla S. Messa delle 10.00 della domenica

 

Domenica 26 novembre – Cristo re – Giornata del Seminario

– Alle ore 10.00 S. Messa con un linguaggio dedicato in modo particolare ai bambini/ragazzi. Invitate tutte le famiglie per fare “festa” insieme!

– Alle ore 11.15 durante la S. Messa sarà presente il Gruppo dei Carabinieri per affidare la propria vita e il proprio servizio alla Virgo Fidelis, loro patrona e protettrice.

 

Lunedì 27 novembre

– Alle ore 20.45 in oratorio incontro dei genitori dei ragazzi di 1° superiore con gli educatori dell’ACG (Azione Cattolica Giovanissimi) e don Paolo.

 

 

Anniversari di matrimonio dai 5,10, 15, 20, 25… fino ai 100 anni!

Come di consueto, anche quest’anno le coppie di sposi che vogliono festeggiare il proprio anniversario di matrimonio con tutta la comunità e la loro famiglia potranno farlo domenica 10 dicembre durante la S. Messa delle 11.15. Occorre dare il proprio nominativo presso la canonica! Vi aspettiamo numerosi.

 

S. Messe in suffragio dal 19 al 26 novembre 2017

Published by:

NELLA CASA DEL PADRE

Questa settimana abbiamo celebrato l’Eucaristia di Commiato di Elda Trabacchin – Giuseppe Stocco.

Ai familiari e agli amici porgiamo le condoglianze e l’affetto della Comunità.

GIORNO ORA SS. MESSE IN SUFFRAGIO
Domenica

19 novembre

33ª tempo ord.

S. Fausto

8.00

 

 

9.30

 

10.00

 

11.15

Umberto, Giulio, Carlotta / deff. Fam. Marchiori / secondo intenzione di viventi. / Negri Armando / Talon Toniolo Cristina .

(Graspo): Annamaria Da Lio / Attilio, Maddalena, Massimo, Gelsomina.

Maguolo Claudio / Salvatore, Lina, Rino e Lidia / Gabrielli Elisabetta / Serena Michele e Nonni.

Lunedì

20 novembre

S. Antonio Traversari

8.00

 

18.30

– S. Messa in Casa di Riposo delle Suore –

 

Celin Pasquina / Modesto e Silvana / Chiaro Angelo / Vera e Antonio / Primo, Maria / deff. Famm. Mastrangelo e Piva / Angela, Antonio, Gino, Ines, Rocco, Giordano, Teresa e Franca.

Martedì

21 novembre

Pres. B. V. Maria

(Madonna della salute)

8.00

 

18.30

– S. Messa in Casa di Riposo delle Suore –

 

De Gobbi Luigi, Teresa, Dante / Da Lio Domenico, Ada, Silvana / Franchina, Cosima.

Mercoledì

22 novembre

S. Cecilia

8.00

 

18.30

– S. Messa in Casa di Riposo delle Suore –

 

Marletta Giuseppe.

Giovedì

23 novembre

S. Colombano

8.00

 

18.30

– S. Messa in Casa di Riposo delle Suore –

 

Guido e fratelli / Duse Lucio / Niero Roberto / fam. Cinquemani Paolo, Salvatore, Rosa, Calogero.

Venerdì

24 novembre

S. Andrea Dun Lac

8.00

 

18.30

– S. Messa in Casa di Riposo delle Suore –

 

Erminia / Bassan Dirce / Chinellato Renzo e fam.Zubiolo / Ferruccio e Silvana.

Sabato

25 novembre

S. Caterina d’Aless.

8.00

 

18.30

– S. Messa in Casa di Riposo delle Suore –

 

Robotti Viola e Giuseppe / Federica / Furlan Ofelia.

Domenica

26 novembre

Cristo Re

 

8.00

10.00

11.15

Zanetti Giuseppe.

1^ Giornata Mondiale dei Poveri

Published by:

19.11.2017  1^ Giornata Mondiale dei  Poveri

«Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità» (1 Gv 3,18). Queste parole dell’apostolo Giovanni esprimono un imperativo da cui nessun cristiano può prescindere. La serietà con cui il “discepolo amato” trasmette fino ai nostri giorni il comando di Gesù è resa ancora più accentuata per l’opposizione che rileva tra le parole vuote che spesso sono sulla nostra bocca e i fatti concreti con i quali siamo invece chiamati a misurarci. L’amore non ammette alibi: chi intende amare come Gesù ha amato, deve fare proprio il suo esempio; soprattutto quando si è chiamati ad amare i poveri. Il modo di amare del Figlio di Dio, d’altronde, è ben conosciuto, e Giovanni lo ricorda a chiare lettere. Esso si fonda su due colonne portanti: Dio ha amato per primo e ha amato dando tutto sé stesso, anche la propria vita (cfr 1 Gv 3,16).

Un tale amore non può rimanere senza risposta. Pur essendo donato in maniera unilaterale, senza richiedere cioè nulla in cambio, esso tuttavia accende talmente il cuore che chiunque si sente portato a ricambiarlo nonostante i propri limiti e peccati. E questo è possibile se la grazia di Dio, la sua carità misericordiosa viene accolta, per quanto possibile, nel nostro cuore, così da muovere la nostra volontà e anche i nostri affetti all’amore per Dio stesso e per il prossimo. In tal modo la misericordia che sgorga, per così dire, dal cuore della Trinità può arrivare a mettere in movimento la nostra vita e generare compassione e opere di misericordia per i fratelli e le sorelle che si trovano in necessità. «Questo povero grida e il Signore lo ascolta» (Sal 34,7). Da sempre la Chiesa ha compreso l’importanza di un tale grido. Possediamo una grande testimonianza fin dalle prime pagine degli Atti degli Apostoli, là dove Pietro chiede di scegliere sette uomini «pieni di Spirito e di sapienza» perché assumessero il servizio dell’assistenza ai poveri.[…]

«Vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno» (At 2,45). Questa espressione mostra con evidenza la viva preoccupazione dei primi cristiani. L’evangelista Luca, l’autore sacro che più di ogni altro ha dato spazio alla misericordia, non fa nessuna retorica quando descrive la prassi di condivisione della prima comunità. Al contrario, raccontandola intende parlare ai credenti di ogni generazione, e quindi anche a noi, per sostenerci nella testimonianza e provocare la nostra azione a favore dei più bisognosi. Lo stesso insegnamento viene dato con altrettanta convinzione dall’apostolo Giacomo, che, nella sua Lettera, usa espressioni forti ed incisive: «Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano? Voi invece avete disonorato il povero! Non sono forse i ricchi che vi opprimono e vi trascinano davanti ai tribunali? […] A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: “Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi”, ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta» (2,5-6.14-17). Ci sono stati momenti, tuttavia, in cui i cristiani non hanno ascoltato fino in fondo questo appello, lasciandosi contagiare dalla mentalità mondana. Ma lo Spirito Santo non ha mancato di richiamarli a tenere fisso lo sguardo sull’essenziale. Ha fatto sorgere, infatti, uomini e donne che in diversi modi hanno offerto la loro vita a servizio dei poveri.

Quante pagine di storia sono state scritte da cristiani che, in tutta semplicità e umiltà, e con la generosa fantasia della carità, hanno servito i loro fratelli più poveri! Tra tutti spicca l’esempio di Francesco d’Assisi, che è stato seguito da numerosi altri uomini e donne santi nel corso dei secoli. Egli non si accontentò di abbracciare e dare l’elemosina ai lebbrosi, ma decise di andare a Gubbio per stare insieme con loro.

Lui stesso vide in questo incontro la svolta della sua conversione: «Quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da loro, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di animo e di corpo».

Non pensiamo ai poveri solo come destinatari di una buona pratica di volontariato da fare una volta alla settimana, o tanto meno di gesti estemporanei di buona volontà per mettere in pace la coscienza. Queste esperienze, pur valide e utili a sensibilizzare alle necessità di tanti fratelli e alle ingiustizie che spesso ne sono causa, dovrebbero introdurre ad un vero incontro con i poveri e dare luogo ad una condivisione che diventi stile di vita. Infatti, la preghiera, il cammino del discepolato e la conversione trovano nella carità che si fa condivisione la verifica della loro autenticità evangelica. E da questo modo di vivere derivano gioia e serenità d’animo, perché si tocca con mano la carne di Cristo. Se vogliamo incontrare realmente Cristo, è necessario che ne tocchiamo il corpo in quello piagato dei poveri, come riscontro della comunione sacramentale ricevuta nell’Eucaristia. Il Corpo di Cristo, spezzato nella sacra liturgia, si lascia ritrovare dalla carità condivisa nei volti e nelle persone dei fratelli e delle sorelle più deboli. […] Siamo chiamati, pertanto, a tendere la mano ai poveri, a incontrarli, guardarli negli occhi, abbracciarli, per far sentire loro il calore dell’amore che spezza il cerchio della solitudine. La loro mano tesa verso di noi è anche un invito ad uscire dalle nostre certezze e comodità, e a riconoscere il valore che la povertà in sé stessa costituisce. […]

Ai nostri giorni, purtroppo, mentre emerge sempre più la ricchezza sfacciata che si accumula nelle mani di pochi privilegiati, e spesso si accompagna all’illegalità e allo sfruttamento offensivo della dignità umana, fa scandalo l’estendersi della povertà a grandi settori della società in tutto il mondo. Dinanzi a questo scenario, non si può restare inerti e tanto meno rassegnati. Alla povertà che inibisce lo spirito di iniziativa di tanti giovani, impedendo loro di trovare un lavoro; alla povertà che anestetizza il senso di responsabilità inducendo a preferire la delega e la ricerca di favoritismi; alla povertà che avvelena i pozzi della partecipazione e restringe gli spazi della professionalità umiliando così il merito di chi lavora e produce; a tutto questo occorre rispondere con una nuova visione della vita e della società.

Invito la Chiesa intera e gli uomini e le donne di buona volontà a tenere fisso lo sguardo, in questo giorno, su quanti tendono le loro mani gridando aiuto e chiedendo la nostra solidarietà. Sono nostri fratelli e sorelle, creati e amati dall’unico Padre celeste. Questa Giornata intende stimolare in primo luogo i credenti perché reagiscano alla cultura dello scarto e dello spreco, facendo propria la cultura dell’incontro. Al tempo stesso l’invito è rivolto a tutti, indipendentemente dall’appartenenza religiosa, perché si aprano alla condivisione con i poveri in ogni forma di solidarietà, come segno concreto di fratellanza. Dio ha creato il cielo e la terra per tutti; sono gli uomini, purtroppo, che hanno innalzato confini, mura e recinti, tradendo il dono originario destinato all’umanità senza alcuna esclusione. […]

In questa domenica, se nel nostro quartiere vivono dei poveri che cercano protezione e aiuto, avviciniamoci a loro: sarà un momento propizio per incontrare il Dio che cerchiamo. Secondo potranno essere dei maestri che ci aiutano a vivere la fede in maniera più coerente. Con la loro fiducia e disponibilità ad accettare aiuto, ci mostrano in modo sobrio, e spesso gioioso, quanto sia decisivo vivere dell’essenziale e abbandonarci alla provvidenza del Padre. Questa nuova Giornata Mondiale, pertanto, diventi un richiamo forte alla nostra coscienza credente affinché siamo sempre più convinti che condividere con i poveri ci permette di comprendere il Vangelo nella sua verità più profonda. I poveri non sono un problema: sono una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo.       

   Papa Francesco, 19 novembre 2017

 

 

AVVISI E NEWS dal 12 al 19 novembre 2017

Published by:

   

Domenica 12 novembre – trentaduesima del tempo ordinario

– Alle ore 11.15 si ritrova per la S. Messa il gruppo famiglie che poi proseguirà la sua festa con un pranzo comunitario in oratorio.

 

Mercoledì 15 novembre

Alle ore 20.45 presso il nostro oratorio si svolgerà la riunione del CCP (Consiglio di Collaborazione Pastorale)

 

Giovedì 16 novembre

– XXIII° Corso di Formazione dell’AVO (Associazione Volontari Ospedalieri). Il secondo incontro dal titolo “L’anziano e la sua realtà” si terrà alle ore 17.30 nella Sala Prelievi dell’ospedale di Mirano. Per informazioni: 041 57 95 704.

 

Venerdì 17 novembre

Alle ore 20.45, presso l’oratorio, incontro delle coppie che frequentano il percorso in preparazione al matrimonio cristiano. Il tema affrontato sarà: “La persona, la coppia e la nostra scelta personale”.

 

– Alle ore 15.00 incontro parrocchiale degli operatori caritas presso l’oratorio.

 

Sabato 18 novembre

– Nel pomeriggio uscita scout del noviziato tra le colline di Asolo e Cornuda. Ritorno previsto per il pomeriggio di domenica 19 novembre. Buona strada!

 

Domenica 19 novembre – trentatreesima del tempo ordinario

– Alle ore 9.00 presso l’oratorio, incontro delle coppie che frequentano il percorso in preparazione al matrimonio cristiano. Il tema affrontato sarà: “Il matrimonio e la comunicazione”. A seguire la S. Messa alle ore 11.15 con la presentazione alla comunità.

 

Mercoledì 21 novembre – Madonna della Salute

– Oltre alla S. Messa delle 18.30 verrà celebrata una S. Messa anche al mattino alle ore 8.30 sempre in Chiesa.

 

 

La domenica della salute

Domenica 12 novembre

 

Come di consueto, chi lo desidera, potrà sottoporsi a dei semplici esami (pressione, ossigenazione del sangue, glicemia, battito cardiaco…) per conoscere il proprio stato di salute gratuitamente. Basterà recarsi presso il nostro bar gestito dall’associazione NOI e rivolgersi ai gentilissimi infermieri della Croce Rossa che saranno a vostra disposizione. Prevenire è meglio che curare!

 

Collaborazione pastorale di Spinea

Una grande gioia!

 

Il nostro Vescovo Gianfranco Agostino ha accolto la domanda di consacrazione al Signore come Cooperatrice Pastorale Diocesana di Francesca Scotton, presente tra di noi già dall’anno scorso.

Una scelta che riempie di grande gioia le nostre comunità cristiane.

La Celebrazione Eucaristica con il rito di consacrazione sarà domenica 14 gennaio alle 16.30 nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo a Camposampiero, sua parrocchia di origine.

In questo tempo di preparazione siamo tutti invitati ad accompagnarla con la nostra preghiera! Buon cammino cara Francesca!

 

 

CINEFORUM

 

L’Associazione NOI SS. Vito e Modesto propone una rassegna di 4 film che ci potranno aiutare a risvegliare la bellezza e l’importanza di saperci coinvolgere nella vita con “tutta la nostra mente e con tutto il nostro cuore”… condizione necessaria per essere uomini “interi” e non “a metà”. Per conoscere l’intera programmazione riferirsi alla locandina in bacheca o al sito internet parrocchiale, qui il primo film della rassegna:

 

 Mercoledì 15 novembre – A Beautiful Mind

(2001) Nel 1947 John Forbes Nash Jr. viene ammesso a Princeton per la specializzazione post lauream in matematica. Tuttavia non appartiene a famiglie prestigiose che, da generazioni, si susseguono nell’università. La situazione non è facile anche perché John non frequenta le lezioni ed è ossessionato da un solo pensiero: trovare un’idea veramente originale. Vincitore di 4 premi Oscar tra cui “Miglior Film”. 140 minuti

 

Mercoledì 22 novembre – Un altro mondo

(2010) Andrea, giovane della Roma bene, mantenuto dalla madre algida, fidanzato con Livia afflitta da disturbi alimentari, al 30° compleanno riceve una lettera dal padre morente sparito 20 anni prima ed eredità un fratellino di 8 anni.  Regia: Muccino – 103 minuti

 

Busta Annuale

Carissimi, come ogni anno esce la busta di aiuto per la promozione delle attività parrocchiali e per la gestione delle strutture della nostra comunità. è un segno della corresponsabilità e dell’amore alla propria parrocchia e chiesa. Possiamo consegnare le buste in canonica, in Chiesa attraverso le offerte domenicali oppure anche direttamente ai sacerdoti.

Grazie di cuore a chi vorrà partecipare secondo le proprie capacità!