Vegliate e state pronti

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vangelo 11.8.2013DOMENICA 11.8.2013 – Non una semplice raccomandazione, né una minaccia il “tenetevi pronti” che Gesù ci rivolge, ma piuttosto la strada della beatitudine: “Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà svegli”.

L’esperienza cristiana si fonda su un passato, si vive nel presente che è illuminato dall’attesa di un avvenire luminoso.

La vigilanza è allora attesa attiva ed operosa, contrassegnata dall’atteggiamento di servizio, è operare e condividere una fede e una speranza che superano ogni attesa perché sono un tesoro inesauribile.

L’eucaristia ci fa rendere grazie e vigilare per la venuta del regno, ci fa attraversare la morte con Cristo e vivere della sua risurrezione.

L’attesa è sostenuta da lui, il maestro che offre il suo servizio, perché, come lui, viviamo come servi fedeli i nostri giorni.

 

Lotteria al posto della pesca di beneficenza

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SPINEA 5.8.2013 – Quest’anno in occasione della Festa dei fiori non si terrà la pesca di beneficenza ma la lotteria parrocchiale di beneficenza il cui ricavato andrà alle opere parrocchiali e una parte anche alle situazioni di bisogno dei cittadini e famiglie spinetensi che sono sempre in aumento. I biglietti si potranno acquistare anche fuori delle porte delle chiese dopo le Messe domenicali. Grazie a quanti saranno partecipi.

 

La vita non dipende dai beni

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COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 4 AGOSTO  2013

 

Vangelo 4.8.2013La parabola raccontata da Gesù può sembrarci dura. Tuttavia insegna.

In teoria la condividiamo, non in pratica è facile che viviamo, lavoriamo, ci arrabattiamo come se la vita dipendesse dai beni.

Invece no.

Per di più, l’avidità diventa come una fortezza che ci rinchiude e ci impedisce una vita libera, capace di amare.

Vera ricchezza è l’amore di Dio che diventa pienamente vissuta e donata.

Ci fa bene riflettere sulle vanità delle vanità e chiedere di saper ascoltare la voce del Signore che ci invita e convoca per l’esperienza pasquale (2ª lettura), per cui cerchiamo le cose di lassù, ciò che vale davanti a Dio, liberi da cupidigia ed egoismo.

 

Una crisi che ha le radici nell’attuale visione di uomo

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papa bergoglioSPINEA 9.6.2013 – Ci richiamava il Papa proprio pochi giorni fa dicendo che fa notizia la salita dello spread e non le persone che muoiono di fame. “Se si rompe un computer è una tragedia, ma la povertà, i bisogni, i drammi di tante persone finiscono per entrare nella normalità”. E noi stiamo vivendo un momento di crisi; lo vediamo nell’ambiente, ma soprattutto lo vediamo nell’uomo. La persona umana è in pericolo, ecco l’urgenza dell’ecologia umana! E il pericolo è grave perché la causa non è solo una questione di economia, ma di etica e di antropologia. Quello che comanda oggi non è l’uomo, è il denaro, il denaro, i soldi comandano. E Dio nostro Padre ha dato il compito di custodire la terra, non ai soldi, ma a noi: agli uomini e alle donne. Parlava dello scarto, Papa Francesco, ”della cultura dello scarto che tende a divenire sempre più mentalità che contagia tutti. La vita umana, la persona non sono più sentite come valore primario da rispettare e tutelare, specie se povera o disabile, se non serve ancora (come il nascituro), o non serve più (come l’anziano)”.

Bisogna che l’ecologia ambientale cammini insieme con quella umana, che si riscopra e si insegni a rispettare la persona dal suo nascere al suo naturale morire, si lavori per una cultura della vita e non per una cultura della morte. Noi vogliamo attraverso le attività estive del Gr.Est e dei Campiscuola educare i ragazzi e le famiglie al rispetto proprio della persona, di quanto il Signore va facendo in essa anche attraverso la vicinanza e l’intervento della famiglia e degli ambienti educativi e contemporaneamente desideriamo educare i ragazzi alla vita bella della natura che va amata e rispettata e sentirci in sintonia “custodendo il creato” come Dio ci ha invitato a fare fin dagli inizi della creazione. Ecco allora per tutti noi l’impegno a non gettare i generi alimentari ancora buoni, ad essere parsimoniosi e a creare giustizia sempre di più, sentendo che siamo responsabili, pur nel nostro piccolo, di tutte quelle persone che non hanno nulla o poco, anche vicino a noi.

Il tempo che viviamo può essere difficile ma anche una sfida per i valori che ci chiede di non dimenticare e cancellare.

Don Antonio