Daily Archives: 3 febbraio 2018

Avvisi e news dal 4 all’11.2.2018

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Domenica 4 febbraio – V Tempo Ordinario – 40° giornata per la vita

Sul sagrato saranno presenti i volontari del Centro Aiuto alla Vita con la consueta vendita della primule per finanziare interventi a favore della vita piu’ fragile e indifesa

– Durante la S. Messa delle 11.15 battesimo di due bambini.

 

Mercoledì 7 febbraio

– Alle ore 20.45 presso il nostro oratorio incontro del Comitato Festa di San Vito e Modesto

– Alle ore 20.45 presso l’oratorio prosegue il corso in preparazione al matrimonio cristiano. Il tema della serata sarà: “Le parole e i segni del matrimonio”. Sono invitati a partecipare anche i genitori.

 

Giovedì 8 febbraio

Alle ore 20.45 presso l’oratorio di Maerne 4° incontro del Corso Vicariale per Catechisti/e. Il tema trattato sarà: “Iniziare alla carità nei percorsi di catechesi”. Intervengono l’Ufficio Missionario e la Caritas Diocesana.

 

Non si tratta:  incontro presso l’Auditorium S. Pio X, Borgo Cavour, 40 – Treviso, Giovedì 8 febbraio alle ore 20.30. Alcuni relatori di indiscussa competenza parleranno dei seguenti temi riguardanti il traffico di esseri umani: le dinamiche sociali e giuridiche dello sfruttamento lavorativo; il fenomeno del caporalato; il cliente, questo conosciuto. Si tratta di un’iniziativa promossa da diverse Associazioni Umanitarie (compresa la Caritas) con la partecipazione del Comune di Venezia.

 

Venerdì 9 febbraio

 – Alle ore 20.45 presso l’oratorio si incontrano i referenti dei Gruppi di Ascolto che cominceranno a trovarsi per pregare insieme durante il tempo forte della Quaresima,

 

Sabato 10 febbraioXXVI Giornata Mondiale del Malato

In occasione della festa della Beata Vergine di Lourdes vogliamo ricordare in modo particolare tutte le persone anziane e gli ammalati della nostra comunità. Vivremo insieme la S. Messa alle ore 10.00 durante la quale ci sarà la possibilità di ricevere il Sacramento dell’Unzione degli Infermi. Siamo tutti invitati a partecipare portando anche quelle persone che normalmente non riescono a frequentare la S. Messa proprio a causa della situazione contingente in cui si trovano a vivere. Se qualcuno avesse desiderio di partecipare ma si trovasse impedito nel farlo, preghiamo di avvisare in canonica: cercheremo di aiutarlo mettendo a disposizione un mezzo di trasporto adeguato.

 

Domenica 11 febbraio – VI Tempo Ordinario

– Durante la S. Messa delle 11.15 il Gruppo Fidanzati sarà presente per ringraziare il Signore del percorso fatto insieme e ricevere l’attestato di presenza al Corso in preparazione al matrimonio. Al termine della S. Messa le coppie si fermano in oratorio per un pranzo condiviso.

 

Apertura bancarella solidale “Vestiti Usati”

Da sabato 17 febbraio dalle 9.30 alle 12.00

 

Il mercatino sarà aperto ogni sabato mattina presso l’Oratorio di San Vito

Ingresso pedonale da Via Cattaneo

Il contributo raccolto dalle offerte responsabili verrà destinato alla carità

 

 

Centro di Ascolto Caritas

Corso di formazione per volontari

La Caritas Tarvisina e il Centro di Ascolto di Treviso organizzano un corso di formazione per volontari che si terrà presso l’oratorio di S. Bertilla dalle ore 20.30 alle ore 22.30.

  • Lunedì 5 febbraio 2018: “Ascolto: alla scoperta dell’altro. Relazione, reciprocità, prossimità”.
  • Lunedì 12 febbraio 2018: “Organizzazione e strumenti del Centro di Ascolto”.

 

Per informazioni: Daniele Lazzarin 340 5124 866 o in Canonica. Scheda di adesione in canonica.

 

Carnevale in arrivo: festa per i bambini e per i grandi!

Il Carnevale, periodo prima della Quaresima, può essere accolto come un momento gioioso da vivere con le persone amiche e godere dell’amicizia fraterna. Viviamo allora, anche questo, come un tempo donato dal Signore:

  • 8 febbraio: Festa di Carnevale con i bambini e genitori della Scuola Materna “Ai nostri Caduti” alle ore 14.30
  • 10 febbraio: Festa di Carnevale con le Famiglie della Comunità presso l’oratorio.

È necessario dare conferma entro il 4 febbraio al numero: 335 756 6594 (Rossano).

  • 11 febbraio: la 4° superiore di Azione Cattolica organizza una festa di Carnevale dove sono invitati i ragazzi dalla 3 media in sù, invitati anche i ragazzi di ACG di S. Bertilla. Presenti don Paolo e gli animatori.

 

S. MESSE IN SUFFRAGIO DAL 4 ALL’11 FEBBRAIO 2018

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NELLA CASA DEL PADRE

Questa settimana abbiamo celebrato l’Eucaristia di Commiato di:

Amico Luigi – Sartori Giuseppe.

Ai familiari e agli amici porgiamo le condoglianze e l’affetto della Comunità.

GIORNO ORA SS. MESSE IN SUFFRAGIO
Domenica

4 febbraio

5ª tempo ordinario

S. Gilberto

8.00

10.00

11.15

Giacomo, Rosina, Dante, Elsa, Dania.

Gioppato Antonio.

Battesimo di due bambini

Lunedì

5 febbraio

S. Agata

8.00

 

18.30

– S. Messa in Casa di Riposo delle Suore –

 

 

Rocchi Alberto / Saccon Aronne / Francesco Canta / Marzio / Rosalia, Roberto, Guerrino / deff. Fam. Berardo / Boscolo Onorino e Aldo.

Martedì

6 febbraio

S. Paolo Miki

8.00

 

18.30

– S. Messa in Casa di Riposo delle Suore –

 

Deff. Famm. Altarini e Romiti.

Mercoledì

7 febbraio

S. Teodoro

8.00

 

18.30

– S. Messa in Casa di Riposo delle Suore –

 

Mainardi Ada, Dal Fiore Livio / Giovani defunti di Spinea.

Giovedì

8 febbraio

S. Girolamo

8.00

 

18.30

– S. Messa in Casa di Riposo delle Suore –

 

Fam. Tonolo Iolanda e Chiarato Pietro.

Venerdì

9 febbraio

S. Apollonia

8.00

 

18.30

– S. Messa in Casa di Riposo delle Suore –

 

Flora e Luigi / Alberto, Vanda / Giovanni.

Sabato

10 febbraio

S. Arnaldo

8.00

 

10.00

 

18.30

– S. Messa in Casa di Riposo delle Suore –

 

Santa Messa del Malato

 

Martinis Lidia / Valotto Luigi, Valotto Albino.

Domenica

11 febbraio

6ª tempo ordinario

B. V. di Lourdes

8.00

10.00

 

11.15

Dalla Muta Armando / Bortolozzo Vittorino.

Danilo, Mariano, Dirce / Chinellato Sigfrido / Milani Angelo e Giordano.

Dio si incontra soltanto nell’umiltà

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4.2.2018

Come leggere il dramma umano della sofferenza alla luce della fede? È questo il tema centrale delle Letture di questa domenica. Infatti, nella prima Lettura, Giobbe grida il suo dolore per la sua sofferenza, mentre il Vangelo ci narra della “reazione di guarigione” da parte di Gesù quando gli portano «molti affetti da varie malattie».

Tutto il libro di Giobbe mostra che è legittimo gridare la propria rabbia per il male che si vive. Giobbe arriva quasi a bestemmiare Dio per la sua sofferenza, contestando i suoi amici religiosissimi, che gli predicavano rassegnazione e obbedienza alla “volontà di Dio”. E, alla fine del libro, Dio sanzionerà che solo Giobbe ha detto cose rette di lui (cfr. Gb 42,7).

La fede non comporta l’accettazione supina e vittimale di ogni tipo di sofferenza. Mai, nella Bibbia, si dice che Dio mandi le sofferenze, oppure che “si serva” di esse per far capire qualche cosa all’uomo. In molte espressione dei Salmi, preghiere modello della fede, l’uomo “si sfoga” con Dio per il dolore che sta patendo; come si fa, in genere, con le persone più vicine e intime. È un appello al Signore per sentirsi tenuti per mano da Lui quando si patisce, a sentirlo vicino: è questo il sollievo che si cerca. Quindi non solo Giobbe, ma anche altri abbondanti testi biblici insistono nel mostrarci che la fede vera non predica rassegnazione, non chiede di offrire la sofferenza a Dio, non dice mai che ci avvicini di più a Dio.

Stupisce che, dopo tanti secoli, ancora oggi sia radicata una certa istintiva convinzione e una certa predicazione che ci sia in qualche modo Dio dietro al male che si soffre. Invece, Dio è tutto e solo bene, e vita che splende: non è in grado in nessun modo di concepire qualcosa di negativo, nemmeno come mezzo: patisce Lui, purché non patiscano i suoi figli, questo è il senso della croce di Gesù.

Anche Gesù non ha mai dato valore positivo al dolore. Di fronte alla sofferenza umana ha sempre mostrato tanta compassione – fino alle lacrime – e tanto impegno nel volerla sconfiggere: attraverso i segni di guarigione. Così l’inizio del suo ministero pubblico, nel Vangelo di Marco, è contraddistinto prima dal dare nuovo senso alla dimensione sacra della sinagoga e del sabato, come realizzazione del vero culto che è liberazione dell’uomo dallo spirito negativo che lo imprigiona; e poi dal dare nuovo senso anche alla dimensione feriale, quella rappresentata dalla casa di Pietro, dove compie, appunto, il gesto della guarigione della suocera dell’apostolo. Gesti che assumono dunque valore programmatico, perché costituiscono i primi segni del suo annuncio del Regno: per umanizzare l’uomo, Gesù viene a liberarlo dalla sofferenza, non a schiacciarlo nella rassegnazione.

«Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demoni»: Gesù non è venuto ad opprimere l’uomo con nuove pretese religiose, ma a liberarlo dai mali, fisici e interiori, che lo fanno soffrire. Ci capita di ripetere spesso la frase di un vescovo: «Nel mondo c’è più sofferenza che peccato».

Anche oggi il Figlio di Dio vuole farsi presente e all’opera dove più c’è l’esistenza dell’uomo: nelle sue ferite. Egli vuole aprire i cuori degli uomini perché si facciano suoi occhi, suo cuore, sue mani nei confronti di chi soffre: i samaritani del buon Samaritano, perché nessuno rimanga abbandonato lungo la strada a soffrire. Per questo i cristiani devono essere cittadini del mondo: laddove c’è la pena di un uomo, lì si è di casa, perché lì c’è l’appello del Signore a farsi prossimi, lì si ascolta la sua voce a vivere la carità e si vede la sua volontà di cura, non di sofferenza.

Oggi c’è poca fede non perché si svuotano le chiese, ma perché si svuotano i cuori.

All’inizio del nuovo giorno, Gesù si ritira in un luogo solitario a pregare, dice il racconto di Marco. I discepoli lo vanno a cercare e lo invitano a tornare in città dove l’aspettano nuove guarigioni. Ma Gesù si avvia, pellegrino, verso altri luoghi.

Due elementi mettono un limite alla sua attività di guarigione. Il primo è la necessità di attingere forza dal rapporto orante con il Padre, senza del quale anche le opere più significative diventano vuoto attivismo. Questa attenzione è una delle cose raccomandate da papa Francesco alla Chiesa italiana. Soprattutto oggi, che i pastori devono occuparsi di più comunità, si rischia di farsi prendere ed espropriare dalle molte cose da fare. C’è da ricordare che Gesù, prima di guarire la suocera di Pietro, le si è avvicinato e l’ha fatta alzare prendendola per mano: la cosa più importante è il contatto personale con le persone, farle sentire che in quel momento si è del tutto per loro, e non con il pensiero rivolto già alle prossime cose da fare. Questo contatto personale ha una forza di guarigione più grande della moltiplicazione delle Messe per non scontentare nessuno.

La seconda ragione è che Gesù si sottrae al rischio di diventare il semplice fornitore di miracoli di guarigione. Egli può prendersi cura dell’uomo perché si prende cura del suo rapporto con il Padre, da cui trae la forza necessaria che è l’amore. Solo così i gesti che Egli compie non sono semplice soddisfazione del bisogno dell’uomo, ma segni della vicinanza di Dio all’uomo e alla sua condizione di sofferenza: diventano “sacramenti”, che indicano, dentro i gesti umani più belli della cura dell’altro, la tenerezza di Dio per la fragilità delle sue creature e dei suoi figli.

Alberto Vianello