Monthly Archives: agosto 2015

Avvisi dal 30 agosto al 6 settembre 2015

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Lunedì 31 agosto: alle ore 17.30: preghiera di Adorazione Eucaristica e, a seguire, Santa Messa.

 

Sabato 5 settembre: ore 17.00: in oratorio: Incontro di preparazione al battesimo per coloro che verranno battezzati le domeniche del 13 e del 27 settembre.

 

Sabato 5 settembre: ore 11.00: Matrimonio di Alessandra Barbiero e Denis Marchiori.

 

Domenica 6 settembre: ore 11.00: Matrimonio di Simone Benvegnù e Fuser Giulia.

 

È possibile acquistare i biglietti della Lotteria Parrocchiale, la cui estrazione sarà martedì 8 settembre alle ore 22.30.

 

S. Messe in suffragio dal 30 agosto al 6 settembre 2015

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GIORNO ORA SS. MESSE IN SUFFRAGIO
Domenica

30 agosto

S. Faustina

8.00

9.15

 

Zecchinato Giannina.

Lunedì

31 agosto

S. Aristide M.

18.30 Angelo, Ferruccio, Eufemia / Graziano Carnielloi.
Martedì

1 settembre

S. Egidio

18.30 Garbin Carlo / Michele.
Mercoledì

2 settembre

S. Elpidio V.

18.30 Giancarlo e Ugo / Gino e Adele Bellin / Maria, Elena e Gino Zaccariotto / Giovani defunti di Spinea.
Giovedì

3 settembre

S. Gregorio Magno

18.30 Robotti Ada / Pietro, Carolina.
Venerdì

4 settembre

S. Rosalia

18.30 Giuseppe e Rina / Calaprice Umberto.
Sabato

5 settembre

S. Vittorino V.

18.30  
Domenica

6 settembre

S. Petronio

8.00

9.15

 

Famiglia e Preghiera

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dall’Udienza Generale di Papa Francesco di mercoledì 26 agosto 2015

 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Dopo aver riflettuto su come la famiglia vive i tempi della festa e del lavoro, consideriamo ora il tempo della preghiera. Il lamento più frequente dei cristiani riguarda proprio il tempo: “Dovrei pregare di più…; vorrei farlo, ma spesso mi manca il tempo”. Lo sentiamo continuamente. Il dispiacere è sincero, certamente, perché il cuore umano cerca sempre la preghiera, anche senza saperlo; e se non la trova non ha pace. Ma perché si incontrino, bisogna coltivare nel cuore un amore “caldo” per Dio, un amore affettivo.

Possiamo farci una domanda molto semplice. Va bene credere in Dio con tutto il cuore, va bene sperare che ci aiuti nelle difficoltà, va bene sentirsi in dovere di ringraziarlo. Tutto giusto. Ma vogliamo anche un po’ di bene al Signore? Il pensiero di Dio ci commuove, ci stupisce, ci intenerisce?

Pensiamo alla formulazione del grande comandamento, che sostiene tutti gli altri: «Amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le forze» (Dt 6,5; cfr Mt 22,37). La formula usa il linguaggio intensivo dell’amore, riversandolo in Dio. Ecco, lo spirito di preghiera abita anzitutto qui. E se abita qui, abita tutto il tempo e non ne esce mai. Riusciamo a pensare Dio come la carezza che ci tiene in vita, prima della quale non c’è nulla? Una carezza dalla quale niente, neppure la morte, ci può distaccare? Oppure lo pensiamo soltanto come il grande Essere, l’Onnipotente che ha fatto ogni cosa, il Giudice che controlla ogni azione? Tutto vero, naturalmente. Ma solo quando Dio è l’affetto di tutti i nostri affetti, il significato di queste parole diventa pieno. Allora ci sentiamo felici, e anche un po’ confusi, perché Lui ci pensa e soprattutto ci ama! Non è impressionante questo? Non è impressionante che Dio ci accarezzi con amore di padre? È tanto bello! Poteva semplicemente farsi riconoscere come l’Essere supremo, dare i suoi comandamenti e aspettare i risultati. Invece Dio ha fatto e fa infinitamente di più di questo. Ci accompagna nella strada della vita, ci protegge, ci ama.

Se l’affetto per Dio non accende il fuoco, lo spirito della preghiera non riscalda il tempo. Possiamo anche moltiplicare le nostre parole, “come fanno i pagani”, dice Gesù; oppure anche esibire i nostri riti, “come fanno i farisei” (cfr Mt 6,5.7). Un cuore abitato dall’affetto per Dio fa diventare preghiera anche un pensiero senza parole, o un’invocazione davanti a un’immagine sacra, o un bacio mandato verso la chiesa. È bello quando le mamme insegnano ai figli piccoli a mandare un bacio a Gesù o alla Madonna. Quanta tenerezza c’è in questo! In quel momento il cuore dei bambini si trasforma in luogo di preghiera. Ed è un dono dello Spirito Santo. Non dimentichiamo mai di chiedere questo dono per ciascuno di noi! Perché lo Spirito di Dio ha quel suo modo speciale di dire nei nostri cuori “Abbà” – “Padre”, ci insegna a dire “Padre” proprio come lo diceva Gesù, un modo che non potremmo mai trovare da soli (cfr Gal 4,6). Questo dono dello Spirito è in famiglia che si impara a chiederlo e apprezzarlo. Se lo impari con la stessa spontaneità con la quale impari a dire “papà” e “mamma”, l’hai imparato per sempre. Quando questo accade, il tempo dell’intera vita famigliare viene avvolto nel grembo dell’amore di Dio, e cerca spontaneamente il tempo della preghiera.

Il tempo della famiglia, lo sappiamo bene, è un tempo complicato e affollato, occupato e preoccupato. È sempre poco, non basta mai, ci sono tante cose da fare. Chi ha una famiglia impara presto a risolvere un’equazione che neppure i grandi matematici sanno risolvere: dentro le ventiquattro ore ce ne fa stare il doppio! Ci sono mamme e papà che potrebbero vincere il Nobel, per questo. Di 24 ore ne fanno 48: non so come fanno ma si muovono e lo fanno! C’è tanto lavoro in famiglia!

Lo spirito della preghiera riconsegna il tempo a Dio, esce dalla ossessione di una vita alla quale manca sempre il tempo, ritrova la pace delle cose necessarie, e scopre la gioia di doni inaspettati. Delle buone guide per questo sono le due sorelle Marta e Maria, di cui parla il Vangelo che abbiamo sentito; esse impararono da Dio l’armonia dei ritmi famigliari: la bellezza della festa, la serenità del lavoro, lo spirito della preghiera (cfr Lc 10,38-42). La visita di Gesù, al quale volevano bene, era la loro festa. Un giorno, però, Marta imparò che il lavoro dell’ospitalità, pur importante, non è tutto, ma che ascoltare il Signore, come faceva Maria, era la cosa veramente essenziale, la “parte migliore” del tempo. La preghiera sgorga dall’ascolto di Gesù, dalla lettura del Vangelo. Non dimenticatevi, tutti i giorni leggere un passo del Vangelo. La preghiera sgorga dalla confidenza con la Parola di Dio. C’è questa confidenza nella nostra famiglia? Abbiamo in casa il Vangelo? Lo apriamo qualche volta per leggerlo assieme? Lo meditiamo recitando il Rosario? Il Vangelo letto e meditato in famiglia è come un pane buono che nutre il cuore di tutti. E alla mattina e alla sera, e quando ci mettiamo a tavola, impariamo a dire assieme una preghiera, con molta semplicità: è Gesù che viene tra noi, come andava nella famiglia di Marta, Maria e Lazzaro. Una cosa che ho molto a cuore e che ho visto nelle città: ci sono bambini che non hanno imparato a fare il segno della croce! Ma tu mamma, papà, insegna al bambino a pregare, a fare il segno della croce: questo è un compito bello delle mamme e dei papà!

Nella preghiera della famiglia, nei suoi momenti forti e nei suoi passaggi difficili, siamo affidati gli uni agli altri, perché ognuno di noi in famiglia sia custodito dall’amore di Dio.

Papa Francesco

 

LA RELIGIONE AUTENTICA

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COMMENTO ALLE LETTURE DEL 30.8.2015

COMMENTO LETTURE 30.8.2015In che consiste la religione autentica? La prima lettura risponde che consiste nel compiere fedelmente tutti i comandamenti del decalogo. Gesù Cristo insegna che la parola di Dio è al di sopra delle tradizioni e delle leggi umane. Pertanto, la vera religione si trova nel cuore dell’uomo che ascolta e mette in pratica la parola di Dio. San Giacomo ci dirà che la religione pura e ineccepibile davanti a Dio consiste nell’amore verso il prossimo, specialmente verso i più bisognosi.

La lingua ebraica non distingue tra parola e fatto. Per questo non si può separare l’ascoltare dal fare. Il decalogo è chiamato “le dieci parole” che si debbono ascoltare e mettere in pratica. Queste dieci parole, che riassumono tutta la legislazione mosaica, le “ha pronunciate” Dio per il bene del suo popolo e, pertanto, possiedono delle caratteristiche propriamente divine. Quali sono alcune di queste caratteristiche divine? Le dieci parole sono immutabili. Nulla può esserne sottratto e nulla può essere aggiunto. Sono parole di Dio “pronunciate” perché l’uomo viva; e l’uomo vive quando ha dei punti di riferimento fissi, non sottomessi ai cambiamenti storici. Nelle dieci parole si compendia la sapienza di cui Dio ha dotato Israele agli occhi degli altri popoli. Una sapienza niente affatto teorica, ma che avvolge la vita e la penetra in tutte le sue espressioni. Codeste dieci parole continuano ad essere fino ai nostri giorni l’anima del popolo di Israele e l’anima delle comunità cristiane. L’autentica religione e il vero culto consistono nell’ascoltare e fare la Parola.

 

Avvisi dal 23 al 30 agosto 2015

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Lunedì 24 agosto: alle ore 17.30: preghiera di Adorazione Eucaristica e, a seguire, Santa Messa.

Fino al 29 agosto è sospesa la Messa delle ore 8.30.

È possibile acquistare i biglietti della Lotteria parrocchiale, la cui estrazione sarà martedì 8 settembre alle ore 22.30.